| La bussola, la longitudine e la radio
sono probabilmente le scoperte scientifiche che hanno maggiormente
contribuito alla sicurezza della navigazione e alle imprese dei
navigatori.
I servizi radio per la navigazione sono molti e in continua evoluzione.
Vale la pena quindi di “vedere cosa c'è nell'aria”:
ci accorgeremo presto che non di solo canale 16 vive il marinaio...
Le trasmissioni radio sono onde sinusoidali di energia elettromagnetica,
generata dagli apparati trasmettitori e irradiata dalle antenne.
Il numero di onde generate in un secondo, cioè la frequenza,
si misura in multipli di Hertz: KHz (103), MHz (106), GHz (109)
, THz (1012) e la velocità di propagazione nell'aria è
pari a quella della luce, 300.000 Km al secondo (per gli amanti
della precisione 299.792,458).
La distanza percorsa da ogni singola oscillazione è detta
lunghezza d’onda, ed è inversamente proporzionale alla
frequenza; ad esempio, un segnale radio da 156,8MHz (canale 16 VHF)
ha una lunghezza d’onda di 1,92m, e per uno da 1.575MHz (GPS)
la lunghezza d’onda è di 19cm. La lunghezza d’onda
determina in modo direttamente proporzionale la dimensione delle
antenne.
Le onde radio occupano uno spettro di frequenze immenso, praticamente
dalla corrente alternata (50Hz) alla luce visibile (100THz) e oltre;
le applicazioni pratiche vanno da circa 10 KHz a parecchi Ghz, con
caratteristiche di direttività e propagazione estremamente
diverse. Per avere solo un' idea di quanto è affollato lo
spettro radio, al primo link qui a fianco c'è una tabella
con l'uso delle frequenze USA... una specie di foresta amazzonica.
Lo spettro delle frequenze è stato suddiviso in più
bande (vedi fig. 1) ognuna con un proprio nome abbreviato (VHF è
uno di questi), e con caratteristiche più o meno uniformi.
Diamo allora uno sguardo, inevitabilmente incompleto, a cosa si
trova nelle varie bande radio.

LF, Low frequencies: 30-300KHz. Onde lunghissime, in grado
di percorrere grande distanza con bassa attenuazione (e con antenne
enormi). Grazie alla caratteristica di penetrare l'acqua, sono usate
per comunicare con i sommergibili. Servono anche per i segnali di
radio-localizzazione, quali i radiofari, il sistema Decca e il Loran,
che lavorava sui 100KHz. A 77,5KHz troviamo l'emissione del segnale
orario proveniente dall'orologio atomico di Francoforte.
MF, Medium frequencies: 300KHz – 3MHz. In questa banda
sono presenti i radiofari costieri. Un servizio importante, integrato
nel sistema di sicurezza GMDSS (Global Maritime Distress & Safety
System) è il Navtex, che a 518KHz trasmette bollettini (da
visualizzare con un computer). Inoltre, sulla frequenza internazionale
di 2,182 Mhz, sono sintonizzate le stazioni costiere per la raccolta
delle chiamate di soccorso, ormai in dismissione.
HF, High frequencies: 3 – 30MHz. E' una banda usatissima,
per la caratteristica fondamentale che le onde di questa gamma possono
percorrere migliaia e migliaia di miglia. Queste distanze così
grandi si ottengono non tanto per la potenza del trasmettitore,
ma perchè le onde, irradiate verso l'alto, sono riflesse
verso terra dalla ionosfera. Con uno o più rimbalzi, sono
allora in grado di propagarsi oltre la curvatura terrestre. Telefoni
satellitari a parte, è il sistema usato da navi commerciali
e yacht per comunicare a lunga distanza.

Ne sanno qualcosa quei velisti che, in pieno oceano, comunicano
in Italia con radio di media potenza alimentate dalla batteria di
bordo e con lo strallo usato come antenna, grazie anche alla collaborazione
dei Radioamatori, impegnati a fare da “ponte” tra le
barche e a diffondere volontariamente, soprattutto in zone “di
frontiera”, bollettini meteo e altri avvisi. In questa banda
troviamo anche le stazioni costiere Meteofax, che forniscono cartine
meteo per tutti i mari.
VHF, Very high frequencies: 30 – 300MHz. Con l'aumentare
della frequenza, la ionosfera non riflette più ma si lascia
perforare, e la distanza raggiungibile è sempre più
approssimabile alla portata ottica. Con l'antenna in testa d'albero,
le trasmissioni arrivano a 30-40 miglia. A 137,5MHz troviamo i primi
satelliti, quelli del servizio meteo del NOAA. Tra i 156 e i 162
MHz sono allocati i canali delle comunicazioni marittime, mentre
tra i 118 e i 136,975MHz troviamo quelli aeronautici.
UHF, Ultra-high frequencies: 300MHz – 3GHz. In queste
bande la portata è effettivamente quella ottica, tanto è
vero che cominciano ad essere frequentemente chiamati in gioco i
satelliti. Il GPS lavora sulle frequenze di 1.227,6 e 1.575,42MHz,
la boetta EPIRB sui 406Mhz. Attorno ai 1600MHz troviamo il sistema
Inmarsat, il Meteosat e i telefoni Globalstar, che occupano anche
i 2,5GHz.
SHF, Super High Frequencies: 3 – 30 Ghz. Queste onde
cortissime, in grado di rimbalzare sugli ostacoli, sono usate per
i radar, che occupano le frequenze attorno ai 9GHz.
Articolo di Antonio Pezzoni pubblicato su Bolina
- 2003. |