| C'è qualcosa di magico nel
vedere una foto della Terra nello stesso momento in cui arriva dallo
spazio. Magia che si può vivere anche a bordo della nostra
barca, in ogni angolo del mondo, senza costi di esercizio.
Le foto che accompagnano qualsiasi notiziario meteo in tv sono inviate
a terra da due classi di satelliti con caratteristiche, prestazioni
e metodologie di funzionamento diverse: i geostazionari e gli orbitanti.
I satelliti geostazionari, definiti come GEO (GEostationary Orbiters),
sono collocati in un punto fisso a 35.000 Km, e hanno la visibilità
di praticamente mezzo mondo.

Fig. 1: il campo visivo di Meteosat da un'immagine del settembre
2004
L'europeo Meteosat-7 è posizionato sull'equatore a longitudine
0°, e trasmette a intervalli di circa 15 minuti le foto di varie
aree geografiche sulla frequenza UHF di 1.691 Mhz. Al fine di mettere
in evidenza vari particolari (nuvole, nebbia, temperature...), le
foto vengono realizzate anche all'infrarosso e con sensibilità
al vapore acqueo. La risoluzione di queste immagini è di
circa 1km. A dicembre 2005 Meteosat-7 andrà in pensione,
rimpiazzato dal già in orbita e funzionante Metesat-8, o
MSG-1 (Meteosat Second Generation) che invierà immagini e
dati in formato totalmente digitale.
Allestire la ricezione dei satelliti GEO è impresa ardua,
realizzabile solo su scafi di grosse dimensioni. Il problema sta
tutto nell'antenna: ricevere un segnale di buona qualità
da 35.000 Km rende obbligatorio l'uso di una parabola, con tutti
i problemi di spazio che comporta una “padella” analoga
a quella usata per la TV di casa. Padella che, pena la sua inutilità,
deve essere ben orientata verso il satellite; questo secondo problema
è risolvibile in modo accettabile solo con sofisticati e
costosi sistemi di orientamento motorizzati: quei cupoloni bianchi
che si vedono spesso sui grossi motoscafi altro non sono che una
protezione per la parabola e i suoi meccanismi di orientamento automatico.
I satelliti orbitanti dell'americana NOAA (National Oceanic and
Atmospheric Administration) sono ricevibili molto più facilmente.
Fanno parte della famiglia dei LEO, Low Earth Orbiters: la loro
orbita è a circa 850 Km di altezza. Le foto (con risoluzione
di circa 4 Km, vedi fig.2) vengono trasmesse nelle VHF attorno ai
137MHz; ma non sono propriamente dei fotogrammi, quanto piuttosto
la scansione continua della superficie sottostante. Quindi, non
appena il satellite compare all'orizzonte, il sistema ricevente
inizia a visualizzare l'immagine senza interruzioni, fino al compimento
dell'orbita sopra di noi.
L'antenna per la ricezione di questi segnali potrebbe essere quella
della radio VHF di bordo, ma per agganciare il satellite ancora
basso sull'orizzonte i migliori risultati si ottengono con
 |
 |
Fig. 2: immagine ricevuta da un satellite orbitante NOAA |
Fig. 3: una delle tante varianti dell'antenna “QFH” |
la cosiddetta QFH (QuadriFilar Helicoidal antenna,
due anelli verticali e intrecciati per mezzo giro, fig. 3). E' frutto
di studi NASA che hanno identificato in questo modello l'antenna
ideale per captare i segnali da ogni direzione verticale e orizzontale.
I satelliti LEO della NOAA attualmente in servizio sono cinque;
compiono un'orbita circolare passante per i poli in circa 100 minuti,
e ad ogni passaggio la traiettoria si sposta verso Ovest, in modo
da coprire tutta la superficie terrestre. Quindi prima o poi, ovunque
ci troviamo, verremo sorvolati da uno di questi birds, come dicono
gli americani. I satelliti NOAA-12, 15 e 17 sono quelli attualmente
operativi nelle VHF. Al momento del passaggio, radio e pc dovranno
essere pronti per ricevere il segnale, pena attendere un'altra orbita
(in media ogni 6 ore). E' quindi indispensabile conoscere a priori
il momento del sorvolo; i programmi per pc “orbit predictor”
che ci vengono in aiuto sono diversi, e WXTrack è uno di
questi (fig. 4).

Fig. 4: schermata del programma WXtrack
È un programma gratuito e di notevole qualità:
ha una banca dati con decine di satelliti di tutti i tipi, per ognuno
di essi rappresenta graficamente le coperture geografiche e i passaggi
in tempo reale, simula le immagini che riceveremo con velocità
e area di copertura realistiche. Questo programma ci permette quindi
di simulare in tutto e pertutto il servizio satellitare di immagini
meteo ottenibile a bordo.
Articolo di Antonio Pezzoni pubblicato su Bolina
- 2004. |