| Verso il 1980 fa la
strumentazione elettronica di bordo aveva già raggiunto buone
qualità: il Loran (il nonno del Gps, ora defunto) ci mostrava
sul display posizione e rotta, costi e ingombro del radar si erano
ridotti, l'autopilota si rivelò subito un comodo servitore.
C'era però ancora un problema da risolvere: lo scambio di
informazioni tra i vari strumenti. Ad esempio, il Loran poteva segnalare
un fuori rotta, ma non intervenire sul timone; viceversa l'autopilota,
bravissimo ad andare dritto, non sapeva nulla di deriva e scarroccio...
L'elettronica programmabile poteva risolvere il problema; restava
da decidere come far parlare tra loro gli strumenti. Nel 1980, proprio
con lo scopo di far lavorare assieme Loran e autopiloti, l'associazione
americana di costruttori National Marine Electronic Association
(NMEA) definì un protocollo standard per lo scambio di dati.
Dopo alcune revisioni ed estensioni, venne definito il protocollo
NMEA 0183, divenuto uno standard mondiale. Oggi quasi tutti gli
strumenti elettronici possono “parlare” e/o “ascoltare”
dati Nmea, e i programmi visualizzano i dati e controllano gli strumenti
grazie a questo protocollo.
La connessione Nmea più semplice è tra due apparecchi,
ad esempio tra il Gps che “parla”, detto talker, e l'autopilota
in ascolto, listener (fig. 1a); lo standard prevede che il talker
emetta un segnale elettrico sufficiente per collegare quattro listeners
contemporaneamente, come in fig. 1b. Il talker è qualunque
strumento che fornisce dati, come un Gps, un ecoscandaglio, o una
stazione del vento; esso emette ininterrottamente delle “frasi”,
righe di testo (nei manuali: sentences) che sono ricevibili dal
listener attraverso un semplice cavo schermato bipolare. Ogni frase
è composta secondo un criterio preciso e contiene un insieme
di dati completo. Più righe di diverso contenuto danno allo
strumento in ascolto tutto ciò che l'apparecchio talker è
in grado di fornire. Analizziamo una frase NMEA prodotta dal Gps:
$GPGLL,4538.331,N,01303.282,E,165931,A*21
Valore |
Significato |
| GP |
Apparecchio talker: GPS |
| GLL |
Identificazione dei dati: Geographic position in
Latitude, Longitude and time |
| 4538.331 |
Latitudine |
| N |
Nord |
| 01303.282 |
Longitudine |
| E |
Est |
| 165931 |
Ora UTC in hhmmss |
Ogni frase inizia con $, seguono due caratteri (talker ID) che
identificano il dispositivo “parlante”, tre caratteri
che danno il nome alla frase (sentence ID) e una serie di campi
separati da virgole con i dati veri e propri. La riga si chiude
con * e due caratteri di controllo.
Il Gps emette, oltre alla frase GLL, anche GGA (punto nave), GSA
e GSV (satelliti), RMB, RTE e WPL (waypoint), BOD (destinazione)
e altro ancora, dipende dai modelli. Visualizzare sul pc i dati
Nmea è molto semplice: per il collegamento basta un cavetto
bipolare collegato ai poli 2 e 5 della porta Com sul pc (fig.3).
Fig. 3
L'altra estremità va connessa ai poli Data Out e Gnd (massa)
dell'apparecchio talker (il pin 3 non è necessario). Il programma
HiperTerminal incluso in tutti i sistemi Windows visualizza immediatamente
le frasi una volta configurati la porta Com e i parametri di scambio
dati: 4800 bit per secondo, 8 bit di dati, nessuna parità,
1 bit di stop. La fig. 4 mostra le sentences emesse da un Gps fermo:
ecco perchè alcuni campi sono vuoti. L'ultima frase ci fa
notare che a volte l' apparecchio si dichiara come PG: tutte le
righe che hanno P come primo carattere sono di tipo “proprietario”,
significa che la frase non è prevista dallo standard ma è
usata del produttore dello strumento, quindi riconoscibile solo
dai listeners della stessa marca.

Fig. 4
I tre caratteri sentence ID permettono all'apparecchio listener
di interpretare correttamente i dati contenuti nella frase, che
presi da soli sono solo dei numeri, e di filtrare solo le frasi
che interessano, ignorando le altre. Ad esempio, collegare l' ecoscandaglio
a un autopilota è un'operazione più inutile che dannosa:
DBT (profondità) e MTW (temperatura dell'acqua) saranno del
tutto ignorate.
Una connessione assolutamente non possibile con i soli cavi è
quella che vorrebbe un unico listener in ascolto contemporaneo di
più talkers; un caso tipico è l'autopilota che ascolta
sia il Gps che la stazione del vento, oppure un computer che raccoglie
i dati dai vari strumenti per visualizzarli tutti con un programma
di navigazione. La soluzione consiste nell'adottare un dispositivo
chiamato multiplexer (fig. 1c). Questo dispositivo a microprocessore
(fig. 5), raccoglie le frasi dai talkers, le accoda e le ripresenta
in uscita, facendo sì che il listener riceva, come sempre,
i dati da un'unica fonte.
Articolo di Antonio Pezzoni pubblicato su Bolina
- 2004. |