| Il GPS a bordo è una presenza
scontata. Anche il suo utilizzo è particolarmente facile,
grazie a pochi ma ben organizzati tasti e a un display studiato
per il "colpo d'occhio". Molto meno agevole, con quei
pochi tasti, è invece l'impostazione dei waypoint; e il display,
quando visualizza la traccia percorsa, rivela tutti i suoi limiti
e fa subito pensare ai plotter… Ma il computer può
venirci in aiuto in modo eccellente. Sono infatti reperibili su
Internet molti programmi che trasformano in plotter un qualunque
pc.
Può essere molto interessante e utile rivedere il percorso
a fine crociera o dopo una regata, a casa (o in rada, o in banchina),
oppure costruire pian piano una biblioteca di waypoints e rotte
da poter caricare, scaricare e aggiornare un'infinità di
volte e in un minuto. E altro ancora…
Un PC, Internet e un cavetto fatto in casa: ecco tutto quello che
serve!
Grazie a Internet, molti appassionati hanno messo a disposizione
i loro lavori; gli indirizzi a fianco sono di siti amatoriali, che
offrono informazioni e programmi gratuiti o a bassissimo costo per
realizzare applicazioni con un'impostazione essenziale (Moitessier
insegna anche agli informatici) ma con funzionalità veramente
notevoli.
Il computer da usare come plotter può essere molto modesto,
anche un vecchissimo 486 con Win95. Il GPS può essere qualsiasi
modello che disponga di un connettore per il collegamento ad altri
strumenti, tipicamente un’interfaccia NMEA.

Fig. 1
Il GPS si collega a una delle porte seriali del PC, chiamate COM1
o COM2 (è il connettore maschio a 9 poli dove si collega
solitamente il modem, e rispetta lo standard industriale RS-232C).
Il cavetto è uno degli accessori normalmente reperibili nei
negozi di strumentazione nautica, ma la sua costruzione è
alla portata di chiunque sappia eseguire una saldatura elettrica.
Il connettore lato GPS non è standard, e va fatto in casa
con un tubetto di plastica, nel quale annegare i quattro poli con
la colla a caldo, e il cavetto può essere quello di un vecchio
mouse, che al lato opposto ha già il connettore femmina a
9 poli da innestare nella porta COM del pc. I fili strettamente
necessari sono tre (vedi schema), ma il quarto conviene sicuramente
metterlo perchè è molto comodo per alimentare il GPS
con una fonte di energia esterna. Attenzione alla tensione di alimentazione!
Con i GPS portatili i 12V della batteria di bordo vanno ridotti
quasi sempre a 6-8V, pena diventare istantaneamente proprietari
di un ex-gps.

Fig. 2
I programmi che si possono scaricare da Internet sono abbastanza
simili tra loro, e merita provarli tutti. Le immagini si riferiscono
a Waipoint+. La prima cosa da fare per essere sicuri che software
e GPS dialoghino tra loro, è verificare il protocollo di
comunicazione, quella serie di “regole sintattiche”
con le quali le macchine si scambiano i dati; se il protocollo usato
dal GPS non coincide con quello usato dal programma è tutto
inutile… I Garmin dispongono almeno di due protocolli: quello
standard NMEA e uno sviluppato in proprio. Il programma Waypoint+
si aspetta i dati dal GPS secondo il protocollo proprietario Garmin;
il GPS va quindi impostato (menù Interface) affinchè
i dati che trasmette attraverso il cavo siano codificati con questo
standard. La seconda impostazione fondamentale è, sul programma,
scegliere su quale porta COM è collegato il GPS. Ed eccoci
pronti per verificare immediatamente il corretto funzionamento del
sistema: basta scaricare i waypoint sicuramente presenti sul GPS.
Ecco allora che appare sullo schermo una tabella come quella di
fig. 2. E se sul GPS è ancora presente la traccia dell’ultima
navigazione, la si potrà subito visualizzare sullo schermo
ottenendo qualcosa di simile alla fig. 3.
Fig. 3
Articolo di Antonio Pezzoni pubblicato su Bolina
- 2003. |